Il Comitato Referendario Acqua Pubblica Brescia si costituisce formalmente il 22 marzo del 2017, davanti alla Provincia di Brescia. Il 22 marzo è data simbolica visto che ricorre la giornata mondiale dell’acqua. Di fatto viene formalizzata l’attività che il Comitato Acqua Pubblica da anni sta portando avanti per la difesa dell’acqua pubblica e che si concretizzerà con il percorso referendario.

Il nostro comitato porta avanti l’attività iniziata ormai nel 2007 con la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione delle risorse idriche. A quell’iniziativa seguì poi la campagna referendaria 2010-2011 che portò al clamoroso risultato della raccolta di oltre 44.300 firme nella provincia di Brescia ed al successo successo del Referendum con oltre il 94% di sì dei Bresciani alle urne. Adeguamenti normativi successivi come lo Sblocca Italia ed il decreto Madia hanno di fatto privilegiato percorsi di privatizzazione rendendo invece più complicato i processi di ripubblicizzazione del servizio Idrico. Conseguentemente anche Brescia è stata interessata da tali dinamiche. A Brescia opera uno dei maggiori player nazionali dei servizi pubblici, A2A che, grazie alla sua dimensione economica, influenza in maniera sostanziale le decisioni economico-politiche locali. Da qui il tentativo di una immediata e diretta privatizzazione, cercando di fare entrare subito, la stessa A2A, nella compagine societaria di Acque Bresciane srl. Tentativo abortito poiché palesemente contrario alle norme. Il rischio si ripresenterà “dalla finestra con la possibile gara per la cessione del 49% di Acque Bresciane ad un privato. Rischio amplificato visto che la gestione del servizio idrico oltre ad essere definitivamente privatizzata fino al 2045, potrebbe addirittura cadere in mano straniera.

Non è un segreto che Veolia e GDF-Suez, multinazionali francesi, come anche Severn Trent, tutte già operative a Brescia, abbiano mostrato forte interesse nell’acqua Bresciana. Per tentare di fermare la totale e definitiva privatizzazione dell’acqua Bresciana. Questo ci obbliga all’iniziativa referendaria se vogliamo mantenere in mano pubbliche la gestione del servizio idrico di Brescia e Provincia.

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