Il Comitato Acqua pubblica di Brescia è attivo da oltre un decennio. La sua attività è iniziata nel 2006 quando furono approvate le prime iniziative legislative a favore della privatizzazione del servizio idrico integrato. In realtà fu la Legge Galli del 1994 ad introdurre la possibilità che il servizio idrico potesse essere gestito da soggetti privati. Ma nel 2006 col decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante Norme in materia ambientale che abroga la legge Galli e ridefinisce il servizio pubblico integrato come “costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue, e deve essere gestito secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie” che si spinge verso la privatizzazione del servizio. La motivazione era che il servizio doveva rispettare i principi di efficienza ed efficacia che il pubblico non era in grado di garantire. Ciò non era vero visto che nello stesso anno col rapporto 2006 Acqua è povertà, UNDP afferma che la gestione privata non era stata in grado, in nessuna parte del mondo, di garantire appunto l’efficacia e l’efficienza necessaria a garantire gli investimenti necessari ma tra l’altro sussistevano rischi di creazione di monopoli privati. Il nostro Comitato si attivò per la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione delle risorse idriche  ➡ https://goo.gl/wQVvuc. Il successo della raccolta firme pur non riuscendo ad incidere sul mondo politico fece breccia nella società civile e ci spinse a continuare la nostra opera. Passaggi significativi furono il 2010 con la campagna di raccolta firme a favore dei quesiti referendari a seguito dell’approvazione della legge Ronchi che obbligava a privatizzare la gestione del servizio idrico. Brescia fu tra le provincie più attive: furono oltre 44.300 le firme raccolte a favore dell’iniziativa. Il passaggio successivo fu la campagna vera e proprio del 2011. Una campagna intensa che ci vide partecipare a decine e decine di incontri premiati poi dal risultato delle urne in cui il 94% dei diritti al voto votarono per tenere fuori i privati dalla gestione idrica ➡ https://goo.gl/qGnHT2.

Purtroppo iniziative legislative anziché privilegiare la pubblicizzazione del servizio hanno favorito sia dal punto legislativo che finanziare la cessione a privati della gestione idrica.

La provincia di Brescia ha deciso per un società PP in cui il privato di fatto diventerebbe il dominus di Acque Bresciane srl. Per questo abbiamo intrapreso la campagna referendaria costituendo formalmente il Comitato Referendario Acqua Pubblica Brescia. Il resto è storia nota. Il 18 novembre si andrà a referendum per la difesa dell’acqua bene comune.

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